Cittadini britannici con doppia cittadinanza: obbligo di viaggiare con passaporto britannico verso il Regno Unito

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Dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, il quadro normativo relativo all’ingresso nel Paese è cambiato in modo sostanziale. Una delle aree che genera maggiore confusione riguarda i soggetti in possesso di doppia cittadinanza, in particolare coloro che sono cittadini britannici e allo stesso tempo cittadini di uno Stato membro dell’UE, come l’Italia.

È importante chiarire un principio fondamentale: chi possieda la cittadinanza britannica (per nascita o per naturalizzazione) non dovrebbe presentarsi con il passaporto di un Paese straniero ai fini dell’ingresso nel Regno Unito. Questo ha conseguenze dirette sui documenti che devono essere utilizzati per viaggiare.

Il ruolo dell’ETA (Electronic Travel Authorisation)

Il sistema ETA è stato introdotto per consentire al Regno Unito di effettuare controlli preliminari sui viaggiatori stranieri esenti da visto prima della partenza.

I cittadini britannici non possono richiedere ETA, perché l’ETA è uno strumento destinato esclusivamente a cittadini non britannici. Ne deriva che un cittadino britannico che viaggia con un passaporto dell’Unione Europea entra nel sistema come cittadino straniero, creando una discrepanza tra la sua condizione giuridica reale e la modalità di ingresso.

Cittadinanza britannica e utilizzo di passaporto UE

Dal punto di vista giuridico, la cittadinanza britannica comporta un diritto automatico e illimitato di ingresso nel Regno Unito. Tale diritto deve essere esercitato come cittadino britannico.

L’utilizzo esclusivo del passaporto UE per entrare nel Regno Unito, in presenza di cittadinanza britannica, non riflette correttamente lo status legale della persona. Il sistema di controllo delle frontiere britannico è oggi fortemente digitalizzato e basato sull’incrocio di dati anagrafici, status e precedenti registrazioni. Disallineamenti tra identità dichiarata al controllo e status giuridico possono generare controlli aggiuntivi, segnalazioni e difficoltà nella ricostruzione della storia di immigrazione del soggetto.

Settled status e pre-settled status

I regimi di settled status e pre-settled status sono stati creati per cittadini dell’Unione Europea e loro familiari. Non sono strumenti destinati a cittadini britannici. Un cittadino britannico non ha bisogno, né titolo, per fare affidamento su tali status per l’ingresso nel Paese.

L’alternativa del “Certificate of Entitlement to the Right of Abode

È possibile richiedere un certificato di Right of Abode da apporre su un passaporto straniero, che attesta il diritto illimitato di ingresso nel Regno Unito. Tuttavia, si tratta di una procedura formale, con costi e tempistiche generalmente superiori a quella necessaria per ottenere un passaporto britannico.

Per un cittadino britannico, il passaporto britannico rimane lo strumento più diretto e coerente con il proprio status giuridico.

Chi non è cittadino britannico

Chi non possiede cittadinanza britannica deve invece dimostrare un diritto di ingresso attraverso:

  • Settled Status o Pre-Settled Status validi
  • Un visto appropriato
  • Oppure ETA, se applicabile

In assenza di uno di questi presupposti, l’ingresso può essere rifiutato.

Conclusione

Nel contesto post-Brexit, il Regno Unito distingue in modo netto tra cittadini britannici e cittadini stranieri. Chi possiede la cittadinanza britannica dovrebbe viaggiare verso il Regno Unito utilizzando un passaporto britannico, in modo coerente con il proprio status legale e con l’attuale sistema di controlli alle frontiere.

Una corretta corrispondenza tra identità documentale e condizione giuridica è oggi un elemento essenziale per evitare complicazioni nei registri di immigrazione e nei futuri procedimenti amministrativi.

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Dr Aisha Barbara Farina,
Director, Immigration Lawyer & Chartered Linguist

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