Negli ultimi tempi si è parlato molto della possibilità che l’Home Office possa revocare il Pre-Settled Status ad alcuni cittadini europei che non hanno mantenuto la continuità della residenza nel Regno Unito.
È importante però chiarire subito un punto fondamentale: questa misura non riguarda automaticamente tutti gli italiani con Pre-Settled Status.
Riguarda soprattutto chi, dopo aver ottenuto il Pre-Settled Status, ha trascorso lunghi periodi fuori dal Regno Unito ed è poi rientrato magari solo recentemente, senza poter dimostrare una presenza sufficiente nel Paese.
Non si tratta, quindi, della stessa situazione di chi può dimostrare di aver vissuto nel Regno Unito per almeno 30 mesi negli ultimi 60 mesi. La guida ufficiale dell’Home Office conferma infatti che, ai fini del Settled Status, una persona con Pre-Settled Status può qualificarsi se è stata residente nel Regno Unito per almeno 30 mesi complessivi nel periodo più recente di 60 mesi, quando sono soddisfatti anche gli altri requisiti previsti.
Chi deve prestare particolare attenzione?
Devono prestare particolare attenzione soprattutto le persone che:
- hanno ancora il Pre-Settled Status (non il Settled Status – permesso di soggiorno definitivo);
- sono rimaste fuori dal Regno Unito per un periodo lungo;
- sono rientrate nel Regno Unito solo di recente;
- non riescono a dimostrare una continuità sufficiente della residenza;
- non raggiungono i 30 mesi di presenza nel Regno Unito negli ultimi 60 mesi.
Secondo il documento informativo dell’IMA, l’Home Office ha annunciato piani che potrebbero portare alcuni cittadini UE, SEE ed EFTA che hanno interrotto la continuità della residenza nel Regno Unito a ricevere una richiesta di prove sulla loro idoneità a mantenere il Pre-Settled Status. Il documento specifica inoltre che l’Home Office potrebbe iniziare dai cittadini che sono stati assenti dal Regno Unito per i periodi più lunghi.
In altre parole, il problema nasce quando una persona ha avuto un Pre-Settled Status, ma poi non ha mantenuto un legame residenziale sufficiente con il Regno Unito.
Il Pre-Settled Status verrà revocato automaticamente?
No. Questo è uno degli aspetti più importanti da comprendere. La revoca non dovrebbe avvenire in modo automatico e immediato.
Secondo l’IMA, se l’Home Office ritiene che una persona possa non aver mantenuto la continuità della residenza nel Regno Unito, dovrà contattarla e darle la possibilità di fornire prove della propria idoneità o spiegare perché il Pre-Settled Status dovrebbe essere mantenuto.
La guida dell’Home Office sulla cancellazione e revoca dell’EUSS conferma inoltre che, quando si valuta la posizione di una persona con Pre-Settled Status, il caseworker deve considerare le ragioni dell’assenza, le prove disponibili e se sia proporzionato procedere con la cancellazione / revoca dello status.
Questo significa che ogni caso deve essere valutato individualmente.
Cosa significa “Minded to Curtail”?
Alcune persone potrebbero ricevere una comunicazione chiamata “Minded to Curtail”.
Si tratta, in sostanza, di una lettera con cui l’Home Office informa la persona che sta valutando la possibilità di revocare il suo Pre-Settled Status.
Questa comunicazione non deve essere ignorata.
Chi riceve una lettera di questo tipo deve rispondere entro la scadenza indicata. Se serve più tempo per raccogliere documenti o prove, è importante contattare il Resolution Centre prima della scadenza per chiedere più tempo. L’IMA specifica che i cittadini saranno invitati a fornire prove della loro residenza nel Regno Unito o altre circostanze rilevanti che possano spiegare le ragioni dell’assenza.
Quali prove possono essere utili?
Le prove dipendono sempre dal caso concreto, ma in genere possono essere utili documenti come:
- buste paga;
- contratti di lavoro;
- lettere del datore di lavoro;
- estratti conto bancari;
- bollette;
- Council Tax;
- lettere NHS;
- documenti HMRC;
- documenti scolastici o universitari;
- contratti di affitto;
- prove di viaggi in entrata e uscita dal Regno Unito;
- documenti che spiegano le ragioni di eventuali lunghe assenze.
In alcuni casi possono essere rilevanti anche circostanze personali particolari, ad esempio motivi di salute, studio, lavoro, gravidanza, responsabilità familiari, Covid o altre ragioni documentabili.
L’importante è non aspettare l’ultimo momento. Se una persona riceve una comunicazione dall’Home Office, deve agire subito e raccogliere prove in modo ordinato.
Chi può dimostrare 30 mesi negli ultimi 60 mesi è nella stessa situazione?
No, in linea generale è una situazione diversa.
Chi può dimostrare almeno 30 mesi di presenza nel Regno Unito negli ultimi 60 mesi potrebbe avere elementi sufficienti per il passaggio al Settled Status, se soddisfa anche gli altri requisiti previsti. L’Home Office ha anche introdotto miglioramenti al sistema automatico per aumentare il numero di persone che possono ottenere automaticamente il Settled Status, verificando 30 mesi di dati fiscali e benefit negli ultimi 60 mesi per confermare la residenza nel Regno Unito.
Quindi è importante non fare confusione.
Il problema riguarda soprattutto chi è stato assente dal Regno Unito per lunghi periodi e non riesce a dimostrare una presenza sufficiente. Non riguarda nello stesso modo chi ha continuato a vivere qui, lavorare, studiare, pagare tasse, usare servizi pubblici, avere una casa o comunque mantenere una presenza documentabile nel Regno Unito.
Attenzione all’account UKVI
Un altro punto fondamentale è mantenere aggiornato il proprio account UKVI.
Se avete cambiato passaporto, carta d’identità, email, numero di telefono o altri dati personali, dovete aggiornare il vostro account.
L’IMA raccomanda espressamente ai cittadini di tenere aggiornati i propri dati, perché l’Home Office potrebbe contattarli proprio tramite le informazioni presenti sull’account UKVI.
Se l’Home Office invia una comunicazione importante e la persona non la riceve perché i dati sono vecchi o non aggiornati, il rischio è di perdere una scadenza essenziale.
C’è diritto di appello?
Sì, in determinate circostanze.
Secondo l’IMA, prima di una decisione di revoca deve esserci una valutazione di proporzionalità e, se viene presa una decisione di revocare il Pre-Settled Status, può esserci diritto di appello.
Questo non significa che ogni caso sarà semplice, ma significa che la persona non dovrebbe essere privata dello status senza possibilità di presentare prove o contestare la decisione.
Cosa fare ora?
Gli italiani con Pre-Settled Status dovrebbero:
- controllare che il proprio account UKVI sia aggiornato;
- verificare le proprie assenze dal Regno Unito;
- raccogliere prove di residenza, soprattutto se intendono fare domanda per il Settled Status;
- non ignorare eventuali comunicazioni dell’Home Office;
- chiedere assistenza tempestivamente se hanno avuto lunghe assenze o se ricevono una lettera “Minded to Curtail”.
Conclusione
La possibile revoca del Pre-Settled Status non deve creare panico tra tutti gli italiani nel Regno Unito.
Il punto centrale è la continuità della residenza.
Questa misura riguarda soprattutto chi ha avuto lunghe assenze dal Regno Unito ed è poi rientrato magari solo recentemente, senza poter dimostrare una presenza sufficiente nel Paese.
Chi invece può dimostrare di aver vissuto nel Regno Unito per almeno 30 mesi negli ultimi 60 mesi si trova in una posizione diversa e potrebbe avere i requisiti per ottenere il Settled Status, se sono soddisfatte anche le altre condizioni previste.
In caso di dubbi, soprattutto se avete ricevuto una comunicazione dall’Home Office o avete avuto lunghe assenze dal Regno Unito, è consigliabile chiedere assistenza il prima possibile.
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Dr Aisha Barbara Farina,
Director, Immigration Lawyer & Chartered Linguist
